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giovedì 21 luglio 2011

La Russa: che fa? Russa?
Incredibile a Ciampino: il velivolo che trasportava dall’Afghanistan la salma di Roberto Marchini è stato costretto a volteggiare per mezz’ora nel cielo di Roma perché il ministro non arrivava alla cerimonia. Intanto la famiglia, il picchetto d’onore e le altre autorità cuocevano sotto il sole

Questa mattina, nel cielo sopra Roma, un C130 dell’aeronautica militare ha continuato a volteggiare a lungo, facendo larghi cerchi tra le nuvole. Nel velivolo c’era la salma del caporal maggiore scelto Roberto Marchini, ucciso martedì scorso dall’esplosione di un ordigno in Afghanistan.

Ad aspettarlo, a Ciampino, c’era il picchetto d’onore dell’ottavo reggimento guastatori di Legnago (Verona), di cui il parà faceva parte, insieme al picchetto d’onore interforze, che rappresenta tutti i corpi armati impegnati nelle missioni all’estero. Tutto pronto, anche l’ arcivescovo Vincenzo Pelvi, ordinario militare, e naturalmente la famiglia e gli amici del caduto: il papà e la mamma, sorretta da un a psicologa dell’esercito, la sorella, altri commilitoni.
Perché dunque l’aeroplano non si decideva ad atterrare, mentre tutti erano schierati in attesa sotto il sole? Mancava il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Nessuno sapeva dove si trovasse e per quale motivo non si fosse presentato alla cerimonia. Sta di fatto che il ministro non c’era.
Le altre autorità presenti – il generale Biagio Abrate e il capo di Stato maggiore dell’Esercito, generale Giuseppe Valotto. il presidente della Corte costituzionale Alfonso Quaranta e il vicepresidente del Senato Vannino Chiti, guardavano l’orologio, si scambiavano frasi sotto voce, chiedevano notizie: niente.
Solo dopo mezz’ora di volteggi del C130, finalmente il ministro è arrivato, l’aereo è atterrato e la cerimonia è potuta iniziare.
Dell’incidente diplomatico, ovviamente, nessuno vuole parlare. Ma si può immaginare il nervosismo tra i militari, soprattutto quelli della Folgore.
Anche perché non è la prima volta che dal governo arrivano sgarbi di questo tipo: il 20 settembre scorso, alle esequie del parà Alessandro Romani morto anche lui in Afghanistan, era atteso il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che invece all’ultimo momento ha dato buca: aveva deciso di restare ad Arcore dove – si è poi saputo – la sera prima aveva festeggiato con 24 ragazze fino alle 4 del mattino.
Fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/para-ucciso-la-russa-in-ritardo/2156160

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